70 Resistenza

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Ebrei in guerra -

La lotta partigiana

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È difficile quantificare la partecipazione degli ebrei piemontesi alla Resistenza ma si possono supporre cifre proporzionalmente paragonabili, se non superiori, a quelle degli altri italiani. La loro scelta non fu fatta in nome di una peculiare appartenenza ebraica ma appare piuttosto come la logica conseguenza di un percorso, iniziato con la promulgazione delle leggi razziali del 1938, che li portò ad opporsi al regime fascista e a schierarsi in difesa dei valori democratici da esso ripudiati, oltre che a difendere il proprio diritto alla vita.

Gloria Arbib e Giorgio Secchi, nella loro pubblicazione Italiani insieme agli altri. Ebrei nella Resistenza in Piemonte 1943-1945 hanno identificato 174 nomi (153 uomini e 21 donne) di ebrei che hanno combattuto nella Resistenza piemontese. Di questi 44 vennero arrestati, 37 persero la vita in combattimento, 16 furono deportati nei campi di sterminio (solo Primo Levi e Luciana Nissim sopravvissero). Anche se la maggior parte degli ebrei piemontesi, probabilmente per la loro estrazione borghese, militò nelle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà ed era legata al Partito d’Azione, in molti casi la scelta della formazione a cui aggregarsi non fu dettata dal suo orientamento politico ma dalla presenza sul territorio.

 

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